Archivio per la categoria ‘Curiosità’

Notizia purtoppo tristissima di oggi: si è spento a 74 anni Ray Manzarek, dopo una lunga e logorante battagflia contro il cancro, il tastierista dei Doors ed alter ego di Jim Morrison….a tre giorni di distanza dalla programmazione di uno stupendo documentario su sky arte (tratto dalla serie “Classic Albums) dedicato a “The Doors”, l’album d’esordio dell’omonima band dal quale sono usciti brani come “Break on through to the other side“, “End of the night“,”Alabama song“, “Light my fire” e la magica “The End” (il video linkato è tratto da “Live at the Bowl”, 1968 Hollywood).

ray-manzarek

Proprio in questo documentario avevo avuto il piacere di ammirare lo stile di Ray Manzarek che riproponeva live alla tastiera alcune tra le più leggendarie canzoni dei Doors mescolate al racconto della loro creazione.

Molti lo hanno definito l’ “anima” dei Doors, il deus ex-machina, per così dire e credo proprio a ragione poiché la band riuscì, dopo svariati falliti tentativi di ricerca,  a rinunciare al bassista in quanto lo stile di Manzarek si basava sul suonare la linea di basso con la sinistra attraverso un Rhodes Piano Bass appoggiato al Vox Continental sul quale suonare le lineee melodiche con la destra, regalando così quell’inconfondibile suono psichedelico tipico della band.

Eccovi il mio brano preferito, “Riders on the Storm”:

E qui uno curioso video sulle prime lezioni di pianoforte di Manzarek bambino:

Non importa se siate pianisti professionisti o dilettanti, nemmeno se preferiate un genere più classico piuttosto che un altro, vi sarà impossibile, per crescere come pianisti e musicisti, non avvicinarvi alla loro musica, la vita è troppo breve per perdersi questa esperienza…

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“Play me, I’m yours”, letteralmente “Suonami, sono tuo”, ideata da Luke Jerram, è una serie d’installazioni di pianoforti, per l’esattezza 700, collocati in 35 città in tutto il globo, da New York a Londra, disponibili all’utilizzo di chiunque voglia suonare, eccone un esempio nella metropolitana di St. Pancreas a Londra:

L’idea, dice Jerram, gli è venuta dalla frequentazione delle lavanderie a gettoni dove notò che la gente non comunicava mai pur vedendosi spesso e si rese conto che in una città, ancor più se metropoli, si vengono a creare delle microcomunità dove la gente trascorre ore insieme in silenzio senza mai conoscersi.

Per risolvere il problema ecco allora la presenza di un pianoforte che funge da elemento catalizzatore in grado di cambiare le dinamiche sociali e di spingere le persone al dialogo.

L’iniziativa è partita nel 2008 a Birmingham e San Paulo e quest’anno toccherà città quali Cleveland, Monaco, Boston, per altre info ecco il link: http://www.streetpianos.com/

Attendo speranzosa l’arrivo anche qui in Italia!

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L’anno 2013 ci riserva l’ennesimo anniversario dopo quelli più noti  di Verdi e di Wagner (entrambi bicentenari dalla loro nascita).

Mi riferisco a Sergej Prokofiev , morto il 5 marzo di 60 anni fa e autore di ”Pierino il lupo”, per voce recitante ed orchestra, scritta nel 1936 dopo il ritorno del compositore in Unione Sovietica (dopo anni di censura) su commissione del Teatro Centrale dei bambini di Mosca.

“Pierino e il lupo”, portata alla ribalta dal cortometraggio Disney del 1946, è una favola musicale in cui ogni personaggio della fiaba è caratterizzato da uno strumento che ne sottolinea le caratteristiche, gli umori e le azioni, dando così la possibilità ai ragazzi di prendere confidenza con il suono di alcuni tra gli strumenti dell’ orchestra (archi, flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corni, legni, timpani).

Molti teatri si sono cimentati nella messa in scena e nell’esecuzione dell’opera attraverso anche la partecipazione di personaggi illustri nel ruolo della voce recitante, Benigni e Dario Fo, solo per citarne due.

La versione non edulcorata e più fuori dagli schemi che potete trovare è quella del 2006, regista Suzie Templeton e realizzata in stop motion:

http://youtu.be/Mc8i068-BwA

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Non è una ricerca recentissima ma è scientificamente provato che la musica abbia poteri benefici, ancor più, sembra che funga da droga naturale.

Questo è il risultato della ricerca “Life Soundtracks” condotta da Danile J.Levitin, docente (nonché musicista) all’Università di Montreal, indagando le risposte biologiche del cervello agli stimoli musicali.

Ne risulta che quando ascoltiamo un brano che ci piace si attiva la dopamina, ormone del cervello in  grado di agire come stimolante chimico e di offrire sensazioni amplificate di piacere e soddisfazione.

In poche parole si attiva lo stesso meccanismo di ricompensa che si attiva anche quando i giocatori d’azzardo vincono o i tossicodipendenti consumano la loro droga preferita. Al contrario, però, la musica lascia solo effetti positivi senza farci incorrere in tutti gli aspetti distruttivi legate al gioco d’azzardo o alla tossicodipendenza.

“La ricerca mostra che la musica ha effetti precisi sulla fisiologia del corpo, compresi il battito cardiaco, la respirazione, la sudorazione e l’attività mentale” dice Levitin ed aggiunge “La musica è efficace nel moderare i livelli di eccitazione e concentrazione e aiuta a regolare l’umore con la sua azione sulla chimica naturale del cervello”.

Un comprovato motivo in più per suonare uno strumento ed ascoltare musica, a maggior ragione in tempi di crisi!

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Oggi vi segnalo un’ animazione in stile RSA che narra ben 50.000 anni di storia della musica il cui autore spagnolo è Pablo Morales de los Rios.

Una meraviglia assoluta da guardare ed ascoltare!

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A partire da una delle ballate che ha riscosso maggiore successo l’anno scorso, “Someone like you” di Adele, ecco un interessante articolo sul perché determinati brani muovano le nostre emozioni più di altri.

Sembra che oltre alla timbrica particolare di Adele ricca di colori e sfumature, vi siano ragioni di grammatica musicale, come l’uso di appoggiature cioè note anticipate, in questo caso discendenti, che si appoggiano sulla nota principale di una frase musicale.

Certe note vengono poi ripetute seguendo un andamento altalenante e creando così momenti di tensione e di distensione.

Non parliamo poi dello slancio in acuto del ritornello che risulta essere il picco massimo emotivo poiché proviene da una strofa di carattere intimo.

Anche il testo, parole tratte dal colloquiale, come una sorta di confessione-dialogo, gioca ovviamente un ruolo importante.

Lo studio più approfondito in merito lo ha condotto lo psicologo John Sloboda, ben 20 anni fa.

http://pom.sagepub.com/content/19/2/110.abstract

Mentre di esempi in musica classica ce ne sono a migliaia, nell’articolo del Wall Street Journal ne vengono citati due:

Il TRIO N. 2 DI MENDELSSOHN

L’ADAGIO PER ARCHI DI BARBER

Un altro articolo sul genere da leggere è questo, relativo all’emozione che traiamo in generale dalla musica:

http://news.discovery.com/human/psychology/music-dopamine-happiness-brain-110110.htm

 

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Compositori_CurciChi intende far avvicinare i propri bimbi alla musica classica raccontata come fosse una favola trova in questa serie di libri con audio cd un’ottima soluzione.

La serie della Curci YoungAlla scoperta dei compositori” è stata pensata per i bambini dai  6 ai 10 anni ma credo che anche i genitori meno avvezzi alla classica possano trovare lo spunto per creare un momento rilassante in famiglia ascoltando della buona musica.

I libretti disponibili sono attualmente nove e dedicati a Vivaldi, Händel, Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Čajkovskij e Debussy.

Ogni volume narra l’infanzia e la vita di ciascuno di loro anche con curiosità divertenti…lo sapevate, per esempio, che Debussy, grande appassionato del mare, voleva fare il marinaio? O che Handel suonava il pianoforte di nascosto perché il padre non voleva che diventasse musicista?

La collana è, inoltre, corredata da graziose illustrazioni e fotografie di repertorio e inframezzata da estratti musicali presenti nel cd e provenienti dallo splendido catalogo della Erato.

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Vi segnalo brevemente, visto il poco tempo di questa settimana, l’iniziativa nuova di portare la musica classica in varie sale cinematografiche italiane.

music_emotion

MusicEmotion è una rassegna di concerti proiettati in hd che ha come protagonista l’orchestra filarmonica della Scala di Milano.

Qui trovate informazioni sui vari concerti:

http://www.filarmonica.it/concerti.php?id=1377

E qui l’elenco dei vari cinema interessanti all’iniziativa:

http://www.nexodigital.it/1/id_291/Music-Emotion—Daniel-Harding.asp

Mi auguro di poterne vedere almeno uno!

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stumenti antichiLe videolezioni talvolta sono più utili di molti libri, soprattutto quando si ha poco tempo e si devono ripassare velocemente i concetti: lunedì tenterò di cimentarmi nel test preliminare per l’ingresso al biennio abilitante che prevede un “unico” posto per docente di pianoforte….le probabilità statistiche che io lo superi sono scarsissime ma la prendo come un’occasione per rivedere la mia preparazione teorica e pratica, come è giusto che ogni docente periodicamente svolga. Dico “ripassare” i concetti perchè oltre a questo fantasmagorico test dalle speranze quasi nulle, nel mio percorso di studi ho già avuto modo di superare brillantemente per ben  3 volte esami riguardanti la storia della musica….ma, si sa, gli esami non finiscono mai quanto la ricerca della stabilità e per noi docenti è una consueta e ben nota situazione.

Tornando al tema dell’articolo, ho scovato da tempo queste videolezioni di Onorio Zaralli e del Centro Studi Multimediali “Il Ninfeo”:

http://www.youtube.com/user/ilninfeo?feature=watch 

Inizialmente mi metto ad ascoltare un video, poi lo riascolto annotando le cose più importanti, infine creo, su uno dei miei quadernetti, una panoramica generale del tema (es. il Rinascimento, oppure il Barocco…). Completo alla fine con l’ascolto (evviva youtube!) di brani citati negli appunti e nelle videolezioni che servano per fissare le idee e chiarire meglio gli aspetti teorici e i caratteri di certe forme musicali (es. mottetti, oratori, madrigali, sonate, suite, sinfonie…).

Altro materiale didattico musicale lo potete trovare nel sito personale di Onorio Zaralli:

http://www.onoriozaralli.it/

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Vi segnalo oggi un canale presente sul digitale terrestre molto interessante che ho scavato praticamente per caso (grazie serendipity!) e, in quanto canale interattivo, tramite youtube. Il canale si chiama ABC e contiene format dalle tematiche più disparate: viaggi, cucina, tg europa, istituzioni, make-up, moda, tecnologia, yoga, fitness, arte e…..musica!

Braque

Vi sono ben due format a questo proposito: Tutti d’Accordo e Oltre Musica.

In Tutti d’Accordo, presentato dalla violinista Nancy Squitieri, si esplorano i vari strumenti musicali (pianoforte, clavicembalo, voce, violoncello, viola, arpa, oboe, sax, fagotto, corno inglese, flauto traverso) attraverso il racconto della loro storia, delle loro caratteristiche e del loro funzionamento con l’aiuto di un ospite musicista in studio. Non mancano approfondimenti su due formazioni cameristiche quali duo pianoforte e violoncello e trio jazz.

In Oltre Musica invece troviamo quattro interviste con artisti celebri (molto simpatica quella con Stefano Bollani).

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Per trascorrere un sereno periodo natalizio vi regalo oggi due video:

il primo (come il seguente, scovato in Vimeo, contenitore infinito di emozioni) riguarda l’importanza della musica nella nostra vita:

La musique nous rapproche

Il secondo, tramite il brevissimo racconto del suo proprietario, esplora la bottega di pianoforti più antica di Parigi:

La mer de piano

Oltre ad augurarvi una buona visione, non posso che auspicarvi anche un Natale di grande serenità e un 2013 ricco di stimoli creativi e giornate fruttuose all’insegna della musica, dell’arte e di tanta pace,

a presto!

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Vi consiglio oggi questo film che molti di voi avranno probabilmente già visto. Del 2002, con la regia di Roman Polanski e con un attore protagonista quale il talentuoso e singolare Adrien Brody (che tra l’altro vinse l’Oscar per questa interpretazione), non mi dilungherò sulla trama, anche per mancanza di tempo purtroppo, che è tratta da un romanzo autobiografico di Wladislaw Szpilman, compositore e pianista polacco, ma vi esorto caldamente a vederlo come il racconto di una grande passione, quella per la musica, il cui valore s’innalza nei momenti più difficili della vita di ognuno di noi, come fu per il protagonista del film.

Vi lascio con il trailer italiano e buona visione

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Charles Rosen

Charles Rosen, purtroppo scomparso propio oggi (ne dà l’annuncio il Los Angeles Times  e il New York Times), pianista, musicologo e concertista da più di sessant’anni, con una egualmente appassionata carriera di scrittore di musica per numerose riviste e periodici, ha più volte saputo offrirci punti di vista originali sulle vicende storico-musicali e sui vari aspetti del suonare, con un modo di raccontare ironico e brillante (altri suoi interessanti titoli sono: “Lo stile classico: Haydn,Mozart, Beethoven”, “La generazione romantica”, “Le forme-sonata”).

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In questo libro del 2008 parte dal lavoro muscolare di ogni pianista, che Rosen afferma essere simile a quello di un atleta, portando numerosi esempi tra le celebrità di questo strumento, quali Rubinstein, Gould, Horovitz e Rachmaninov, solo per citarne alcuni, passa ad un discorso sul tocco e su quanto la condizione mentale condizioni quella fisica con risultati ovviamente differenti. Altri capitoli sono poi riservati ai concorsi ed ai conservatori, ai concerti ed alle incisioni, per poi finire con la prassi esecutiva,approccio fedele e necessario quando s’intende suonare rispettando il periodo storico di ogni compositore.

Libro assolutamente da consultare e da tenere con estremo amore e cura sopra al pianoforte!

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Havasi Balász, giovane promessa pianistica di origine ungherese che dopo aver dedicato una vita intera allo studio del pianoforte ha iniziato a comporre musica propria seguendo il suo personalissimo stile (indubbiamente influenzato da melodie e ritmi tipicamente balcanici) ed il suo grande successo quale pianista più veloce al mondo (esattamente 498 tasti al minuto!), anche se il suo talento musicale è indubbio, al di là della mera velocità ginnica delle sue dita.

Nel 2007 è avvenuto il vero esordio, grazie anche alla fondazione del suo trio “The Unbending Trees” (Gli Alberi Inflessibili). Oltre che in Ungheria, il trio ha avuto successo principalmente nel Regno Unito. Eccone un video:

http://youtu.be/Kk5itF5YHvw

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Ho avuto il piacere di conoscere Piotr Lachert durante un masterclass di didattica pianistica qualche anno fa. Piotr Lachert, pianista e didatta da più di 40 anni, ha inaugurato negli anni ’70 il “metodo creativo“, uno stile didattico di grandi risultati, improntato maggiormente al raggiungimento dei risultati di apprendimento basati sulla naturalezza e sulla creatività, senza per questo sottovalutare l’importanza dell’ allenamento tecnico.

Questo libro è un vero manuale di consigli per allievi ma soprattutto per insegnanti di pianoforte che affronta svariati temi: dalla cultura musicale (articolazione, diteggiatura, pedale e tecnica in generale)  alla  cultura pianistica (immaginazione, memoria, emozione), dalla didattica (tipologie di allievi e preparazione a esami, concerti, concorsi) e dalla consapevolezza di ogni pianista (virtuoso, insegnante, musicista da camera, accompagnatori) alla fedeltà stilistica in base al periodo storico del brano) per finire con le malattie pianistiche ed un discorso interessantissimo sul pianoforte ai nostri giorni.

Lo consiglio caldamente.

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