Archive for the ‘Armonia’ Category

Vi propongo oggi l’ascolto e analisi del preludio e fuga in do diesis minore eseguita da Konstantin Semilakovs.
Nella stessa tonalità del Chiaro di luna di Beethoven, raramente utilizzata da Bach, il preludio fa da introduzione alla successiva fuga con la sua espressiva cantabilità. Ha uno stile di “ricercare“. Non ha una polifonia rigorosa, sembra quasi un’invenzione e si estende, attraverso progressioni, in un unico respiro fino alla battuta 15, quando finisce la prima parte e inizia la seconda. Nella prima parte c’è il tema (tonica-dominante) e la sua risposta armonicamente speculare (dominante-tonica). Mentre nella seconda, alla dominante della tonalità iniziale (sol diesis minore), il tema e la sua risposta sono rafforzati e maggiormente mescolati tra loro con un punto di maggiore espressività alla battuta 25 (la nota si diesis) ed una cadenza d’inganno (V-VI, anziché come ci si aspetterebbe V-I). Curiosità: se volte approfondire la cadenza d’inganno sarà molto divertente guardarsi la spiegazione di Alessandro Baricco a questo link:
Spesso la cadenza d’inganno permette all’ascoltatore di sorprendere ed al compositore di aggiungere una frase in più. in questo caso a battuta 35 e 36 c’è un richiamo al tema della fuga.
Bach Digital
La fuga ha invece ben 5 voci e 3 soggetti, anche questa un’eccezione tra le fughe del primo libro, poiché tale complessa polifonia era di solito peculiare delle grandi opere di musica sacra. In molti hanno cercato di capire se i 3 soggetti abbiano carattere proprio oppure siano da intendere come 1 soggetto tematico importante e due controssoggetti. Ma, a mio avviso, sembra che i tre temi (soggetti) siano ben distinti e ben diversi tra loro da averne il tipico carattere e da non potersi considerare di minore importanza rispetto al primo soggetto. Il secondo soggetto entra alla battuta 35 ed il terzo alla 49.  Non mi dilungo sulle entrate delle varie voci che nell’edizione Ricordi (il cui revisore è Tagliapietra) sono ben segnalate e devono ovviamente essere evidenziate musicalmente.
Scegliendo un tempo al metronomo di non più di 60 alla minima, è utile evidenziare bene il carattere di ogni soggetto: marziale quasi funereo il primo, più concitato e rapido il secondo,  più incisivo  il terzo.
Per lo spartito, ecco il link:

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Preludio e fuga in do diesis maggiore BWV 848.

Mi rifaccio alla lettura di Hermann Keller “Il Clavicembalo ben temperato  di Johann Sebastian Bach – l’opera e la sua interpretazione” (tradotto da Claudio Toscani), ed. Ricordi.

Come cita Keller, pochissimi sono i brani nella storia della musica a servirsi di questa tonalità con sette diesis: Haydn nel trio della sonata Hob XVI 36 e Beethoven nella Sonata quasi una Fantasia, mentre Schumann nel finale dei suoi Studi Sinfonici e Chopin nella parte centrale della Polacca in do diesis maggiore utilizzzarono l’omofona tonalità di re bemolle maggiore.

Il preludio di complessive 104 battute, inizialmente più breve in 67 (composta solo dalle battute 1-62 e 99-104), procede a due sole voci con andamento ascendente e discendente. Sicuramente tra i preludi del clavicembalo rappresenta l’esempio interpretativo tra i più virtuosistici, con una trama vicina alla badinerie (si ascolti l’ultimo movimento della Suite Orchestrale n. 2 per flauto ed archi dello stesso Bach), carattere dato soprattutto dalle seste spezzate che ritroveremo poi nel basso della corrispondente fuga.

La struttura è piuttosto logica e simmetrica (divisibile matematicamente per 4), interrompe il ciclo di 4 e 8 battute solo tra batt. 31-32 (al tempo stesso inizio e fine di un ciclo) e batt. 87-96 ( con un ciclo ampliato, di 10 batt. totali ed il successivo ciclo ridotto, di totali 6).

Nel ciclo di battute 47-54 abbiamo la ripresa alla sottodominante (fa diesis maggiore). La parte nuova da battuta 63 (che, come detto all’inizio dell’articolo, non faceva parte dell’originale stesura) è di andamento frizzante (definito da Schumann “gioco grazioso di spiritelli saltellanti”).

Qui appaiono (in 4 cicli di 12, 4, 4 e 10 battute) pause e note staccate di semicroma per concludere con accordi spezzati l’intero preludio, uno slancio che non permette alcun indugio nella velocità e costringe all’assoluta leggerezza del peso della mano.

La fuga (di 55 batt.) si sviluppa a 3 voci e con inizio tematico in levare sottolinea il carattere gaio e talvolta scherzoso. Qui la risposta (batt. 3) al soggetto non è altro che il soggetto alla quarta giusta inferiore (risposta reale). Numerose le seste spezzate che si richiamano al preludio (es. batt.2 e 5-6). Al soggetto alla tonica (batt. 1-2) rispondono due controsoggetti obbligati (batt. 3-4 e 5-6). Da batt. 7 e 16 vi sono le imitazioni e progressioni, come di consueto, nei divertimenti.

Possiede tre parti: l’esposizione (1-22) da do diesis minore a mi diesis minore; lo sviluppo (23-42) che gode d’intensa vita tematica (in particolare l’alternanza tra tonica e dominante svolta  dalle voci estreme da batt. 35); una ripresa (42-51…che nelle fughe generalmente non c’è!) e un’unica entrata del soprano da batt. 52, col levare precedente, che porta alla conclusione (52-55).

Ancora una volta, vi auguro buon ascolto!

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Anche oggi al via con l’ascolto della seconda coppia di esecuzioni tratte dal I libro del Clavicembalo Ben Temperato di Bach, mi riservo di parlarne poi la prossima settimana.

Si tratta del preludio e fuga n. 2 in do minore BWV 847 di J.S. Bach.

L’esecuzione è ancora una volta affidata ad un grande del clavicembalo, Kenneth Gilbert, clavicembalista, didatta e musicologo canadese.

Buon Natale e arrivederci alla prossima settimana!

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Che meraviglia!

Oggi analizziamo una forma musicale: la FUGA, una delle più complesse ed interessanti, il cui carattere principale è l’IMITAZIONE.

La sua struttura in generale è questa ma molte sono le varianti:

– esposizione

– controesposizione

– sviluppo e divertimenti

– stretti

– pedale

Gli elementi che la caratterizzano sono essenzialmente 4:

– SOGGETTO

– RISPOSTA alla tonalità di dominante (V grado dalla tonalità d’impianto)

– CONTROSOGGETTO

– PARTE LIBERA

Attraverso questo video (realizzato con il programma iAnalyse…e peccato non vi sia una versione per Windows o Linux! Ma confido nel futuro) potrete averne un esempio chiaro con analisi inclusa in intinere.

La fuga che ascolterete è in do maggiore BWV 846, tratta da “Il Clavicembalo ben temperato” di Bach.

L’esecuzione è effettuata da un computer, quindi non c’è nessun tipo d’interpretazione espressiva che qui passa in secondo piano per favorire l’analisi della struttura.

Fuga in do maggiore BWV 846, tratta da “Il Clavicembalo ben temperato” , I vol. (1722) J.S. Bach

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Quando in musica si parla di INTERVALLO s’intende la distanza fra due suoni diversi e la capacità di calcolarne i gradi tra l’uno e l’altro (in semitoni e toni). Occorre innanzitutto sapere che il semitono è la distanza più piccola tra due suoni vicini tra loro da non contemplare altro suono in mezzo, mentre il tono è proprio quando questo terzo suono esiste fra due.

Per i musicisti questo è un aspetto a volte difficoltoso perché, a meno che non si abbia il cosiddetto “orecchio assoluto” cioè la capacità innata d’indovinare il nome di una nota, la loro comprensione necessita di un po’ d’esercizio costante.

Ma a cosa servono questi intervalli?

Molte sono le utilità, eccone solo alcune:

– permette innanzitutto di suonare meglio, in maniera non solo istintiva ma anche ragionata, capendo la relazione tra i vari suoni che compongono una composizione;

– facilita la riproduzione di ciò che ascoltiamo anche solo dopo un primo ascolto usando gli intervalli come guida melodica e armonica (e questo soprattutto per i cantanti);

– permette di trascrivere la musica ad orecchio o di comporne di propria velocizzando così il processo di scrittura;

-agevola la memorizzazione di un brano;

-aiuta ad improvvisare su di un brano conosciuto;

– per i suonatori di strumenti ad arco, in particolare ma non solo, agevola l’accordatura con una migliore intonazione agli altri strumenti in orchestra.

Ora, per impararli esistono vari metodi ma quello che nella mia esperienza ho trovato migliore è sicuramente quello di associare ad ogni intervallo l’inizio di un brano, di una canzone o di qualsiasi melodia conosciuta nel mio bagaglio musicale, che sia di genere classico o moderno è davvero indifferente poiché ritengo che la musica vada ascoltata tutta, di genere e forma diverse, che piaccia o no, che sia sinfonica, pianistica, vocale, corale, jazz, folk, soul, funky, metal, pop  e quant’altro. Più musica ascoltate, più riferimenti sarete in grado di pescare e maggiori relazioni (diversità e somiglianze) salteranno a galla non solo tra i suoni ma tra i brani stessi.

Vi sono intervalli minori (m), Maggiori (M), Giusti/Perfetti (P) (e vedremo anche Aumentati e diminuiti).

Elenco qui di seguito un esempio di corrispondenza in base all’intervallo, sia ascendente che discendente, con l’esempio audio:

m2 (2nd minore) es. DO-RE bem.

M2 (2nd Maggiore) es. DO-RE

m3 (3nd minore) es. DO-MI bem.

M3 (3nd Maggiore) es. DO-MI

P4 (4nd Giusta o Perfetta) es. DO-FA

Tt. (Tritono, 3 toni) es. DO-FA diesis

P5 (5nd Giusta o Perfetta) es. DO-SOL

m6 (6nd minore) es. DO-LA bem.

M6 (6nd Maggiore) es. DO-LA

m7 (7nd minore) es. DO-SI bem.

M7 (7nd Maggiore) es. DO-SI

P8 (8nd Giusta o Perfetta) es. DO-DO (ottava sup.)

Per ognuno indicherò degli esempi sia ascendenti (es. DO-SOL) che discendenti (es. SOL-DO).

Ecco, quindi, la mia playlist di alcuni intervalli (in continuo aggiornamento):

m2 (ASC): Stormy Weather, White Christmas, La Pantera Rosa (tema), Acqua azzurra (ritornello, 2nd-3nd nota), Inno alla gioia (Beethoven), The Entertainer (S. Joplin)

m2 (DISC): The Lady is a tramp, Per Elisa (Beethoven), Joy to the world, Bolero (Ravel)…

M2 (ASC): Tanti auguri, Silent night, Fra’ Martino, Girotondo, Tu scendi dalle stelle, Alouette, London Bridge, Aria del Toreador (da “Carmen” di Bizet)

m3 (ASC): Greensleeves, Ninna Nanna (Brahms), Georgia on my mind, Halleluja (Jeff Buckley, rit.), Blue eyes (E. John)

m3 (DISC): Il Mattino (Grieg), Un bel dì vedremo (Madame Butterfly), Misty, Non più andrai farfallone amoroso (Nozze di Figaro, Mozart), Cucù (popolare)

M3 (ASC): Kumbaya, Oh when the saints, , La Primavera (Vivaldi), Sonatine op. 36 n. 1 e 4 (I tempo, Clementi), Valzer “Sul bel Danubio Blu” (J. Strauss)…

M3 (DISC): Swing low, Sinfonia n. 5 in do min.(Beethoven), Walzer op. 39 n. 15 in la mag. (Brahms)

P4 (ASC): Silenzio militare (Nini Rosso), We wish you a merry Christmas, Studio op. 10 n. 3 (Chopin), At Least, Con te partirò, Così parlò Zarathustra-tema (R. Strauss), Amazing Grace, Love me tender (E. Presley), La Moldava (Smetana)…

P4 (DISC): Eine kleine nachtmusik (Mozart), Adeste fideles, nella vecchia fattoria…

Trit. (ASC): Maria (da “West Side Story” di Bernstein), Simpson (tema)

P5 (ASC): Twinkle twinkle, Odissea 2001 nello spazio (tema), Lavender’s blue, Polovetzian dance n. 17 (Borodin), Scarborough fair, Back to the future (tema), Moonriver

P5 (DISC): Feelings, Flinstones (tema), Minuetto in sol (Bach), Una furtiva lacrima (da “L’elisir d’amore” di Donizetti)…

m6:(DISC): Love story (tema)

M6 (ASC): Notturno op. 9 n. 2 (Chopin),, Supermario (tema), Libiam ne’ lieti calici (da “La Traviata” di Verdi), Sogno d’amore (Listz), My way

m7 (ASC): Star Trek (tema tv), Sei nell’anima (G. Nannini)

M7 (ASC): take on me (a-ha), Superman (tema film)

P8 (ASC): Over the rainbow, Verranno a te sull’aure (da “Lucia di Lammermoor” di Verdi)

Se avete una tastiera, un pianoforte o qualsiasi altro strumento, sta a voi ora il divertimento nel trovare altri esempi!



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