Archive for the ‘Oltre la musica classica’ Category

Che l’ispirazione sia qualcosa d’interiore, libera da qualsiasi influenza e stimolo esterni, lo si sa per certo. E’ senza dubbio innegabile però che possa essere agevolata da un ambiente suggestivo. Ecco perchè viaggiare è indispensabile per tutti, artisti e non. Da grande consumatrice di Geo, il magazine mensile di viaggi (“uno sguardo diverso sul mondo”, come recita il titolo), non poteva sfuggirmi l’articolo su Stonehenge: pare che da una recente ricerca inglese alcune delle pietre che lo compongono, le cosìddette Pietre Blu, possano risuonare come campane se percosse da un martelletto, diffondendo nell’ambiente circostante una particolare energia vitale (Qi).

stonehenge

Chissà quanti compositori hanno mille volte sognato di piazzarsi lì sull’erba a pochi metri dal complesso neolitico con tanto di postazione elettronica, tastiere, pc e amplificatori…chissà cosa ne verrebbe fuori in termini di composizione ispirata…

Sta di fatto che, nel mio piccolo, le migliori composizioni sono giunte a me seduta su una scrivania in una fumosa e disordinata mansarda che di magico e poetico poco e niente aveva.

Ed è Nils Frahm che mi viene in mente oggi.

Stavolta non starò qui ad elencare (poiché ci sono i vari wikipedia e ondarock, se vi va di approfondire) la biografia o le opere di questo artista berlinese davvero singolare che fonde minimalismo ed elettronica in maniera così equilibrata e delicata con atteggiamento umile ed appassionato come pochi ormai.

Nils Frahm con la sua “Over there, it’s raining” è stata una gradevolissima sorpresa nel quotidiano di una giornata qualunque mentre ascoltavo BBC6, stanca non poco della trita e ritrita playlist di Radio2. Mooolto ispirante, inutile dire.

Ma a voler cercare altri suoi brani c’è solo che l’imbarazzo della scelta. Io ve ne propongo oggi due in particolare.

Il primo è un live tenutosi a Parigi:

L’altro è esattamente il brano sentito alla BBC6, “Over there, it’s raining”

Se possa essere ritenuto il nuovo Philipp Glass è opinabile, credo però che ascoltarlo ne valga davvero la pena.

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Notizia purtoppo tristissima di oggi: si è spento a 74 anni Ray Manzarek, dopo una lunga e logorante battagflia contro il cancro, il tastierista dei Doors ed alter ego di Jim Morrison….a tre giorni di distanza dalla programmazione di uno stupendo documentario su sky arte (tratto dalla serie “Classic Albums) dedicato a “The Doors”, l’album d’esordio dell’omonima band dal quale sono usciti brani come “Break on through to the other side“, “End of the night“,”Alabama song“, “Light my fire” e la magica “The End” (il video linkato è tratto da “Live at the Bowl”, 1968 Hollywood).

ray-manzarek

Proprio in questo documentario avevo avuto il piacere di ammirare lo stile di Ray Manzarek che riproponeva live alla tastiera alcune tra le più leggendarie canzoni dei Doors mescolate al racconto della loro creazione.

Molti lo hanno definito l’ “anima” dei Doors, il deus ex-machina, per così dire e credo proprio a ragione poiché la band riuscì, dopo svariati falliti tentativi di ricerca,  a rinunciare al bassista in quanto lo stile di Manzarek si basava sul suonare la linea di basso con la sinistra attraverso un Rhodes Piano Bass appoggiato al Vox Continental sul quale suonare le lineee melodiche con la destra, regalando così quell’inconfondibile suono psichedelico tipico della band.

Eccovi il mio brano preferito, “Riders on the Storm”:

E qui uno curioso video sulle prime lezioni di pianoforte di Manzarek bambino:

Non importa se siate pianisti professionisti o dilettanti, nemmeno se preferiate un genere più classico piuttosto che un altro, vi sarà impossibile, per crescere come pianisti e musicisti, non avvicinarvi alla loro musica, la vita è troppo breve per perdersi questa esperienza…

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“Play me, I’m yours”, letteralmente “Suonami, sono tuo”, ideata da Luke Jerram, è una serie d’installazioni di pianoforti, per l’esattezza 700, collocati in 35 città in tutto il globo, da New York a Londra, disponibili all’utilizzo di chiunque voglia suonare, eccone un esempio nella metropolitana di St. Pancreas a Londra:

L’idea, dice Jerram, gli è venuta dalla frequentazione delle lavanderie a gettoni dove notò che la gente non comunicava mai pur vedendosi spesso e si rese conto che in una città, ancor più se metropoli, si vengono a creare delle microcomunità dove la gente trascorre ore insieme in silenzio senza mai conoscersi.

Per risolvere il problema ecco allora la presenza di un pianoforte che funge da elemento catalizzatore in grado di cambiare le dinamiche sociali e di spingere le persone al dialogo.

L’iniziativa è partita nel 2008 a Birmingham e San Paulo e quest’anno toccherà città quali Cleveland, Monaco, Boston, per altre info ecco il link: http://www.streetpianos.com/

Attendo speranzosa l’arrivo anche qui in Italia!

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A partire da una delle ballate che ha riscosso maggiore successo l’anno scorso, “Someone like you” di Adele, ecco un interessante articolo sul perché determinati brani muovano le nostre emozioni più di altri.

Sembra che oltre alla timbrica particolare di Adele ricca di colori e sfumature, vi siano ragioni di grammatica musicale, come l’uso di appoggiature cioè note anticipate, in questo caso discendenti, che si appoggiano sulla nota principale di una frase musicale.

Certe note vengono poi ripetute seguendo un andamento altalenante e creando così momenti di tensione e di distensione.

Non parliamo poi dello slancio in acuto del ritornello che risulta essere il picco massimo emotivo poiché proviene da una strofa di carattere intimo.

Anche il testo, parole tratte dal colloquiale, come una sorta di confessione-dialogo, gioca ovviamente un ruolo importante.

Lo studio più approfondito in merito lo ha condotto lo psicologo John Sloboda, ben 20 anni fa.

http://pom.sagepub.com/content/19/2/110.abstract

Mentre di esempi in musica classica ce ne sono a migliaia, nell’articolo del Wall Street Journal ne vengono citati due:

Il TRIO N. 2 DI MENDELSSOHN

L’ADAGIO PER ARCHI DI BARBER

Un altro articolo sul genere da leggere è questo, relativo all’emozione che traiamo in generale dalla musica:

http://news.discovery.com/human/psychology/music-dopamine-happiness-brain-110110.htm

 

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Vi segnalo oggi un canale presente sul digitale terrestre molto interessante che ho scavato praticamente per caso (grazie serendipity!) e, in quanto canale interattivo, tramite youtube. Il canale si chiama ABC e contiene format dalle tematiche più disparate: viaggi, cucina, tg europa, istituzioni, make-up, moda, tecnologia, yoga, fitness, arte e…..musica!

Braque

Vi sono ben due format a questo proposito: Tutti d’Accordo e Oltre Musica.

In Tutti d’Accordo, presentato dalla violinista Nancy Squitieri, si esplorano i vari strumenti musicali (pianoforte, clavicembalo, voce, violoncello, viola, arpa, oboe, sax, fagotto, corno inglese, flauto traverso) attraverso il racconto della loro storia, delle loro caratteristiche e del loro funzionamento con l’aiuto di un ospite musicista in studio. Non mancano approfondimenti su due formazioni cameristiche quali duo pianoforte e violoncello e trio jazz.

In Oltre Musica invece troviamo quattro interviste con artisti celebri (molto simpatica quella con Stefano Bollani).

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Abbiamo già parlato di “Life in a day” come pellicola nata dal contributo collettivo di filmati, opera di gente comune e sorta di social film experiment. Oggi però vorrei spostarmi nel settore che mi appartiene maggiormente rispetto alla cinematografia.

Recentemente gli islandesi Sigur Ros, uno dei gruppi che più apprezzo degli ultimi 5 anni, hanno realizzato il loro ultimo disco intitolato “Valtari” invitando il pubblico, i fans e alcuni video maker famosi per la realizzazione di un cortometraggio liberamente ispirato alle traccie di questo che è il loro sesto album, uscito a maggio del 2012.

Risultato originalvaltari_sigur_rose è stata la creazione del “Valtari Mistery Film Experiment“, sorta di nuovo festival diffuso in tutti i continenti e le cui proiezioni sono state proposte dal 7 al 9 dicembre 2012 non solo nei cinema di varie nazioni ma in location messe a disposizione dagli stessi utenti (tra i quali bar, case e negozi).

Se volete qualche assaggio video, vimeo come sempre può accontentarvi, a dimostrazione di come la creatività risieda in ognuno di noi e di come la buona musica sia infinita fonte di buona e saggia ispirazione immaginifica:

http://vimeo.com/valtarifilmexperiment

Questo filone di creatività collettiva s’inserisce, a mio avviso e a pieno, in quello puramente musicale che in ondarock viene meravigliosamente descritto attraverso la playlist di molte bands in uno speciale di approfondimento di qualche mese fa scritto da Marco Sgrignoli e dal titolo “Nuova coralità” dove si  accenna a vari gruppi (Sigur Ros, Arcade Fire, Noah and the Whale, Sufjan Stevens) dei quali m’interesso negli ultimi anni, al di là della musica classica, e che non disdegno di consigliare anche ai miei allievi, poiché in molti dei loro brani il pianoforte non viene per nulla snobbato. Denominatore comune sono le atmosfere spesso sognanti, vicine al folk, a tratti intimiste, a tratti di carattere cameristico con uso abbondante di molti strumenti e formati da più di 5 musicisti, efficaci al massimo in contesti live quasi a calarci in un clima da parata, ricordandoci certe feste tradizionali di paese dove tutti conservano gelosamente la memoria del proprio passato e sono pronti a far fronte comune per un ideale condiviso.

Penso oggi di avervi dato più di qualche spunto di ascolto….youtube e vimeo pronti e a a voi solo l’imbarazzo della scelta!

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Per trascorrere un sereno periodo natalizio vi regalo oggi due video:

il primo (come il seguente, scovato in Vimeo, contenitore infinito di emozioni) riguarda l’importanza della musica nella nostra vita:

La musique nous rapproche

Il secondo, tramite il brevissimo racconto del suo proprietario, esplora la bottega di pianoforti più antica di Parigi:

La mer de piano

Oltre ad augurarvi una buona visione, non posso che auspicarvi anche un Natale di grande serenità e un 2013 ricco di stimoli creativi e giornate fruttuose all’insegna della musica, dell’arte e di tanta pace,

a presto!

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